Reazione chimica

Domenico Rullo


- Pronto, buon giorno, sono Rullo, con chi ho il piacere di parlare?-
- Sono l’ing Graglia, responsabile della divisione filtri emodialisi della SORIN e vorrei un incontro per parlare dei filtri  emodialisi .
- Filtri enodialisi!!  - ripetei - ma per cosa servono, forse per il vino? O sono forse filtri magici?
- Niente di tutto questo: servono per purificare il sangue.
Non avevo idea del processo produttivo e come il poliuretano poteva essere utilizzato in quel settore, ma mi resi disponibile per un incontro.
Al colloquio vennero  l’Ing. Graglia e, soprattutto, il Prof.  Rosa, amministratore delegato della SORIN e che sarà conosciuto come un luminare internazionale. Dopo il rituale della presentazione, l'ing Graglia mi disse:
- Ecco questo è il filtro che vogliamo produrre.
Li guardai per un attimo e chiesi:
- Ma il poliuretano dov’è?
- Come, non lo vede? E' quello giallino tra le fibre di cellulosa… Deve fare da collante.
- Ma il sangue va a contatto con il poliuretano?
- Certamente!
Rimasi perplesso per un attimo. Ammisi di non aver esperienza in merito. Avrei sentito i colleghi tedeschi.
Infatti, l’Elastogran di Monaco aveva sviluppato un sistema per la produzione di filtri emodialisi e  quindi mi attivai per avere del materiale per le prove.
I primi risultati furono un vero disastro.
Incominciai un lungo lavoro d'informazione con gli addetti alla produzione; dissi loro:
- Nella lavorazione nel momento in cui i due materiali vengono mescolati, avviene una reazione chimica. E questa è facilmente influenzabile dalle condizioni in cui si sviluppa.
Uno dei presenti mi domandò:
-  Che cosa possiamo fare per avere una produzione costante?
- Bisogna continuamente tenere sotto  stretto controllo la temperatura, la miscelazione dei due componenti, il loro rapporto e così via.
Poi  l'ing. Grosso, responsabile della qualità, chiese:
- Che cosa potrebbe succedere se in ospedale ci finissero dei filtri non polimerizzati correttamente?
- Potrebbe succedere di tutto.
Risposi osservando senza attenzione la finestra…
Certo, se avessimo sbagliato, se avessimo prodotto dei filtri non corretti, sarebbe stato un disastro incalcolabile: la salute di molte persone era nelle nostre mani!

Non potevamo rischiare. Li convincemmo a comperare una macchina nuova. Nessuno di noi, però, l’aveva mai sperimentata direttamente. Così ci mettemmo al lavoro. Dovevamo avere uno strumento giusto per mantenere costanti i parametri di produzione. Dovevamo a tutti i costi garantire la più completa sicurezza delle persone in emodialisi.
Lavoravamo sodo, ma i problemi continuavano a presentarsi e, soprattutto, i dubbi non si allontanavano. Quei pesanti dubbi che sorgevano spontanei quando pensavamo alle persone in emodialisi.
Ci volle tutta la pazienza e la calma di una squadra affiata per risolvere, una a una, tutte le questioni e giungere, finalmente, alla certezza assoluta.
Allora la mia soddisfazione fu veramente grande. Vedevamo i nostri sistemi fluire, senza intoppi, nel ciclo produttivo del cliente.
Complimenti ragazzi!

* * *



Tutto sembrava andare per il meglio. Il prodotto era perfetto, la produzione era costante, i pazienti soddisfatti e, soprattutto, sani e salvi quando…
- Caro Domenico, ho trovato il fornitore ideale, sia in qualità, affidabilità e  assistenza, tanti saluti e grazie.
“Tanti saluti e grazie?” Rimasi basito.:
- Scusi,dove ho sbagliato?
A niente erano serviti gli sforzi fatti per la messa a punto del processo produttivo, gli innumerevoli viaggi  da Villanova a Saluggia, durante uno dei quali riuscii persino a distruggere un’auto aziendale. E le innumerevoli volte in cui mi svegliavo di notte per riflettere su come risolvere i loro problemi…?
Che cosa avrei potuto fare?
Nulla!

* * *


All’Elastogran la vita , la produzione, la ricerca continuano come sempre. I progetti sono tanti, i problemi anche, l’impegno richiesto è sempre elevato. Insomma tutto normale. Passano i giorni, ma non ne sono sufficienti trenta che… ecco una telefonata.
Indovinate di chi?
- Domenico, buongiorno, sono Graglia! Ascolta, hai ancora del materiale? Sii? Fantastico, mandamelo con cortese sollecitudine.
“Mandamelo con cortese sollecitudine!!??” Ah ah, risi tra me e me. Era proprio così. Ero felice e incredulo allo stesso tempo. Qualcuno tornava a Canossa. Era un trionfo! Avevamo ragione. Avevamo sempre avuto ragione!

Vedete, cari lettori, il punto di forza che ci distingueva dalla concorrenza non era il materiale, certamente molto valido, ma che si poteva anche… “copiare”. Noi eravamo (e siamo) una squadra. Una squadra con tutto il suo notevole e assiduo servizio, una squadra che si dava con entusiasmo a ogni cliente, sino a stabilire un rapporto di assoluta fiducia. 

Ecco, facendo una riflessione sugli anni trascorsi in Elastogran, devo dire che i sacrifici e la difficoltà che affrontavamo, venivano ampiamente ripagati da altrettanti successi, proprio grazie all’impegno costante e proficuo di tutta la squadra.