La guardiana di pappagalli

Nicoletta Fissore


Nel 1981 conducevo una vita spensierata da studente. Facevo qualche lavoretto come Accompagnatrice turistica per Malan Viaggi di Torino. Stavo con gli amici fino a notte fonda e portavo i capelli lunghi, sciolti e riccioluti.

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Una sera di ottobre mi chiamò l’amico Franco detto Frik, anche lui studente universitario, che sbarcava il lunario consegnando questionari per l’IRES. "Devi farmi assolutamente un piacere. Un funzionario di Villanova mi ha promesso che compilerà il mio questionario solo se gli darò una mano a cercare una persona di questa zona che parli tedesco…So che non ti interessa, ma tu devi assolutamente andare al colloquio quando ti chiamano, altrimenti mi fai perdere 50.000 lire… Hai capito? Non provare a non presentarti…"

Il mio silenzio fu abbastanza eloquente ma lui continuò: "Domani ti telefona e tu ci vai, ok?"

Pur avendo le idee poco chiare dopo la concitata conversazione, promisi di fare quello che dovevo. E in effetti il giorno dopo, puntualmente, mi chiamò un certo geom. Festa della Elastogran.

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Già la prima domanda mi spiazzò.

"Signorina, ma lei che cosa sa fare?"

"Ho fatto varie volte il giro del Reno e della Mosella, il Milano – Vienna in treno..’’

E lui, incalzante: "Sì, ma sa scrivere a macchina?"

Calò il silenzio e pensai alla Olivetti Lettera 32 usata sì e no un paio di volte..

"Un po”, risposi.

Confermammo l’appuntamento per il giorno seguente. Che cosa mi sarei messa? Il mio armadio conteneva esclusivamente zoccoli di legno e lunghe gonne a fiori...

Mi consultai con un'amica e trovammo un tailleur grigio e una maglia color prugna. Provai ad aggiungere un paio di calze di pari colore, tanto per non creare troppa confusione, e mi avviai con la mia 126 rossa.

Mi ritrovai seduta di fronte a un altro funzionario, il Dott. Marchisio, che capii essere il vero deus ex machina dell’azienda.

Ero a mani nude. Non avevo neppure un curriculum. Del resto non ero lì solo per fare un piacere a Franco detto Frik?

Eppure il colloquio non accennava a concludersi. Parlammo a lungo del mio tortuoso iter di studi del tedesco: i corsi estivi nella DDR perché costavano poco, il lavoro come donna delle pulizie a Stoccarda perché gli studenti venivano pagati al lordo, quindi quasi il doppio, i corsi al Goethe Institut un anno sì e l’altro no, tanto per ottimizzare… Il dottor Marchisio osservava attento, mi fissava negli occhi mentre snocciolavo con noncuranza improbabili lavori . Era immobile, mi sembrava senza espressione finché gli parlai del posto di guardiana di pappagalli che mi aspettava ad Ausburg in Baviera.

Fu a quel punto che mi sembrò di cogliere una espressione mista di curiosità e preoccupazione.

Ma su questo punto fui irremovibile: nulla mi avrebbe fatto cambiare idea: avrei fatto la guardiana di pappagalli e avrei scritto la mia Tesi di Laurea.

Invece cominciò una lunga negoziazione… Ero terrorizzata, pensavo: "Accidenti, ma qui mi vogliono a tutti i costi…” Non sapevo più come uscirne. Ero lì solo per Franco detto Frik e le sue 50.000 lire.

Il Dott. Marchisio insisteva, voleva sapere tutto di me, mi chiese se praticavo qualche sport e si soffermò sui miei gusti musicali. Non ero a un colloquio, stavo subendo una TAC.

"Che musica sente?” incalzava, "Mah.. un po’ di tutto…rock, classica..’’

“Musica Classica? Che cosa sente?” E io "..Schumann, Mozart..”.

Il dottor Marchisio mi fissò per qualche istante in silenzio, strinse un po’ gli occhi, stava esaminando la TAC con cura. Quindi, senza darmi nessuna possibilità di replica ordinò: "Si presenti lunedì"

Tornai a casa confusa e piena di dubbi: il mio senso del dovere lottava con i miei pappagalli della Baviera…

Però il poliuretano è un materiale troppo creativo, versatile e divertente per non piacere a una mente poco scientifica come la mia…

Chissà se sarei stata una buona guardiana di pappagalli ad Ausburg in Baviera…