Buon compleanno Elastogran!

Paolo Tiengo


26 agosto 1971. Libretto di lavoro n°5137.


30 Luglio 1977.

Sono appena rientrato da Cagliari dopo diciotto mesi di Marina Militare (matricola 56SV1133) e mi accorgo  che la situazione politica/economica  non è molto cambiata da come l’avevo lasciata a marzo del 1976, quando partivo per il C.A.R.  di La Spezia.

1 agosto del ’77. Rientro a lavorare presso  la FIRGAT,  ora gruppo SKF, situato a 50 metri dalla Elastogran.  Si parlava di licenziamenti e di cassa integrazione così, su consiglio di mio padre, che lavorava a Villanova, decisi di fare domanda all’Elastogran.

1 Settembre 1977. Primo giorno di lavoro in Elastogran, matricola n°86, fino al 30 novembre 2012.
Durante la pausa caffè inizia il terzo grado: “...chi sei ? Da dove vieni..? Che lavoro facevi..?”
Come durante un interrogatorio i colleghi mi tempestano di domande e quando ormai sono allo stremo e sto per crollare,   Olivan,  il più anziano, dice;

- Mi hanno riferito che lavoravi in laboratorio. Se te la senti  ci sarebbe da fare un lavoretto molto delicato, proprio adatto a te. Prendi questa lattina e questo bastone. Devi  miscelare il liquido molto lentamente stando molto attento che  non si  formino dei grumi e, soprattutto, devi essere attento agli schizzi, perché si tratta di una miscela molto particolare.

Quindi mi conduce verso la Sala dei catalizzatori, mi fa indossare i guanti, gli occhiali la mascherina, il camice, praticamente tutti i DPI di quel l’epoca e si raccomanda di avvisarlo subito quando, durante la miscelazione, mi accorgo che il liquido scalda, perché  vuol dire che la miscela è pronta.

Immaginatevi che cosa mi passava per la mente in quel momento mentre, piano piano, mescolavo quello strano liquido: da una parte ero contento per la dimostrazione di fiducia, dall’altra  ero molto preoccupato per il buon esito di quello che stavo facendo. 

Ogni tanto qualcuno passa dal locale, mi guarda con aria preoccupata e quando esce mi sembra di sentirli ridacchiare.

Strano!

Finalmente dopo  più di mezzora si avvicina Olivan. Mi chiede seccamente se ho finito. Quindi introduce la mano nel liquido e sbotta:

- Ma non senti che scalda? E’ pronto! Dai passami la lattina.

Noto anche che all’entrata del locale si è formato un gruppo di persone molto incuriosite e assai divertite.

Ridono di me? Che cos'è quel liquido? Proprio non lo so, ma invece di risentirmi per lo scherzo, sto al gioco:

- E se mescolassi ancora per un po’ non sarebbe più sicuro?

Scoppiamo tutti in una grande risata.

Ho iniziato così a conoscere i miei colleghi. Per la maggior parte erano fratelli e cugini pugliesi: i Conte, i Perchiazzi, Nisi cugino dei Conte, Losacco cognato dei Perchiazzi, e poi i  fratelli Lorusso, Pizzi e… insomma, gente professionale ma allo stesso tempo gioviale, che ama la buona tavola e lo stare insieme. Così, per parecchi anni, si  è parlato solo di cime di rapa e di partite a carte a chiamare il tre o l’asso di bastoni.

Che bel periodo!

Ah, dimenticavo. Ancora adesso non so che cosa mai fosse quel liquido così particolare.
Di certo è… “acqua passata”!